11/02/2026

20 tweet sul linguaggio preciso e democratico (“Con parole precise”, Gianrico Carofiglio)

  1. Le società nelle quali prevalgono le asserzioni vuote di significato sono in cattiva salute (9)
  2. Dare il nome giusto alle cose può essere un gesto rivoluzionario (11)
  3. Si possono scrivere cose realistiche dicendo falsità, come accade in maniera sistematica nella narrativa scadente. D'altro canto, si possono scrivere racconti privi di qualsiasi dimensione realistica o di verosimiglianza che dicano verità profonde sulla condizione umana (16)
  4. Se usata come ponte tra esperienza percettiva, emozione, pensiero e linguaggio, la metafora è forse il più potente meccanismo di elaborazione e di arricchimento cognitivo di cui disponiamo (24)
  5. Quando le parole smarriscono il legame con i propri significati, si riduce pericolosamente la possibilità di controllare chi esercita il potere (48) 
  6. Solo parole e metafore che rispettino i concetti, le cose, i fatti possono rispettare la verità ed essere strumenti di progresso (49)
  7. Dovere dei cittadini consapevoli è di vigilare che ogni affermazione del dibattito pubblico sia verificabile. Concepita con parole munite di senso, che corrispondono alle cose, ai fatti, alle idee. Ai valori (49) 
  8. George Lakoff: “Chi definisce il campo da gioco ha già vinto metà della partita” (51)
  9. Accettare di menzionare e discutere nel merito (apparente) le affermazioni dei populisti significa far loro vincere la partita prima ancora di giocarla (51) 
  10. La vera sfida è non imitare la comunicazione manipolatoria, non accettare i suoi ritmi e le sue movenze, non inseguire. Cambiare gioco (57) 
  11. L'oscurità della lingua in generale e della scrittura in particolare è profondamente, sostanzialmente antidemocratica (59) 
  12. Per scrivere bene (là dove nella parola bene è racchiuso un significato etico oltre che estetico) è indispensabile dominare questo impulso; reprimere la vanità; avere la capacità (e il coraggio) di rimuovere l'inessenziale (64)
  13. Scrivere vuol dire soprattutto rileggere e riscrivere ciò che si è scritto, per renderlo più preciso ed essenziale (91)
  14. Albert Camus: “Quelli che scrivono con chiarezza hanno dei lettori, quelli che scrivono in modo ambiguo hanno dei commentatori” (93)
  15. Perché uno scritto sia davvero comprensibile, tra un punto fermo e l'altro non conviene usare (fatte le dovute eccezioni) più di venticinque / trenta parole. Periodi più lunghi lasciano di regola il lettore senza fiato e spesso impediscono di comprendere bene la relazione logica tra le diverse frasi: dunque fra i concetti (94)
  16. Scrivere e pensare con chiarezza sono pratiche epistemologiche, etiche e politiche (133) 
  17. Usare verbi che raccontano un movimento, un mutamento, una conseguenza non è solo più efficace: è un modo per dare energia ai concetti e riportarli nel campo della realtà concreta (135)
  18. La mente umana non si nutre di concetti astratti, ma di immagini, di scene, di storie. Questo lo sanno i narratori, i pubblicitari (quelli bravi) e i demagoghi (135)
  19. Paul Brulat: “Per scrivere bene, in versi come in prosa, niente eguaglia l’avere davvero qualcosa da dire” (137)

Gianrico Carofiglio

Con parole precise. Manuale di autodifesa civile

Feltrinelli

Milano 2025

165 pp.

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