12/02/2026

45 tweet sulla trasmissione della fede e delle Sacre Scritture (Fabio Rosini)

  1. Il contenuto, in un'educazione alla fede, è solo una parte dell'arte educativa (13) 
  2. Avere le Sacre Scritture e non avere una modalità per aprire la mente alla loro intelligenza (Lc 24,45) è lasciare un voto tragico nella consegna della fede alle nuove generazioni. Le Scritture, senza Traditio, sono archeologia, collezionismo, lettera morta (14)
  3. I libri sono importanti, sia chiaro, ma la realtà [di Cristo] è più importante dei libri (28)
  4. Quando un giovane sostiene di accettare l'indissolubilità matrimoniale, per restare nell'esempio del sacramento del matrimonio, come possiamo essere certi della continuità del suo pensiero, se è nato in una società che dissolve tutto, che non ha niente che non possa essere modificato da Photoshop? (35) 
  5. Nell'atto di consegnare il deposito della fede e i contenuti della Parola di Dio, il peso, lo spessore e la rilevanza dell’autorità sono decisivi (37)
  6. Il metodo scientifico è un'acquisizione fondamentale, ma affermare che la conoscenza scientifica è la conoscenza definitiva è un fatto grave (43) 
  7. Noi ci confrontiamo con una generazione che è nel post paterno, e quindi ha disperatamente bisogno di padre (46)
  8. Bisogna stare al centro di un triangolo in cui qualsiasi esagerazione di una delle tre parti produce una malformazione dell'educazione: traditio educativa; autonomia e libertà dei figli di Dio; appartenenza all'unica Chiesa (51)
  9. La comunione richiede le differenze, altrimenti non è comunione, ma conformazione e totale assenza di dimensione personale (58) 
  10. La forza di una formazione è che si concluda. Altrimenti non è una formazione, ma un'appartenenza (60)
  11. Ci sono tre luoghi virtuosi di uso delle Scritture: il servizio alla generazione della vita nuova, l'assimilazione della dimensione filiale, la lettura ecclesiale e la comunione fraterna (61) 
  12. Ci sono tre tipi di adulterio nell'uso delle Scritture: l'auto-affermazione del predicatore, la ricerca individualistica del benessere spirituale, l'uso etico-uniformante della Scrittura (61) 
  13. Difetto fondamentale diffusissimo è presupporre la fede negli ascoltatori (...). Questo atteggiamento rivela che non si è presa in considerazione la condizione assai frequente di molti ascoltatori (63)
  14. L'assemblea non capisce il predicatore, perché il predicatore non ha provato a capire l'assemblea (64)
  15. Con il moralismo non si ottiene niente. Nessuno cresce con il verbo dovere. Il verbo dovere può essere -forse- il secondo capitolo dell'assetto di volo. Prima si deve mettere nella condizione di potere (65)
  16. In questa logica in cui l’io dell'ascoltatore è il vero centro e non la Grazia, non si parte dall'essere salvati, non si accoglie l'opera di Dio, ma sono io che opto per la salvezza (65)
  17. Mai terminare le frasi in calare! Sempre in salire, o perlomeno in tono retto! E l'uditorio non ne avrà e stanchezza (69)
  18. E farsi mille volte la domanda: si sente bene quello che dico? (...) L'udito è, e rimane, il senso principale della fede (69)
  19. Una risata azzera la stanchezza degli ascoltatori. Molte volte la comicità attinente all'argomento di cui si parla tiene alta e viva l'attenzione (70) 
  20. Per mezzo di sensi, ragione e sentimenti il punto è arrivare alla sorgente dell'essere, allo spirito dell'uomo (75)
  21. L'omelia consiste nel movimento dal testo alla realtà, è l'arte di intessere la Scrittura nell'oggi (85)
  22. La prima evangelizzazione è di ordine personale, si dirama per osmosi e non per via strutturale. È la fase paradigmatica. È una evangelizzazione relazionale: si diffonde per rapporti diretti interpersonali (99)
  23. Nella fase costantiniana si passa ad una evangelizzazione -se così possiamo definirla- istituzionalizzata, di tipo para-statale. Qui inizia a sparire il linguaggio kerygmatico e ancor più quello didascalico (100) 
  24. Nella fase medievale il linguaggio dottrinale-teologico sostituisce quello kerygmatico (100)
  25. Nella fase rinascimentale la Chiesa non è più para-statale, è statale tout-court. A fronte della Riforma, in Europa, la predicazione è principalmente etico-morale e teologico-dogmatica. Così sarà fino ai tempi più recenti, in uno stato di perenne reazione da Controriforma, una predicazione sempre e solo parenetica (101)
  26. Nella fase moderna parliamo di una virtuosa evangelizzazione “missionaria”. Tutto questo inizia remotamente in Asia (101)
  27. Nella fase attuale post-conciliare si parla di nuova evangelizzazione. Si prende coscienza del bisogno di una logica di primo annuncio. Ma quel che è ancora da mettere in luce è la necessità di un processo integrale che implichi tre fasi, ossia: (1) annuncio, (2) educazione ed evoluzione fino alla (3) maturità (102)
  28. Quanti, nei secoli recenti, si sono occupati di aprire la mente per comprendere le Scritture? Non lo hanno fatto in molti negli ultimi 500 anni… L’approccio è stato principalmente etico, gli argomenti sempre di ordine morale (105)
  29. Se non è un vero processo di trasformazione, cosa faranno le persone? Obbediranno ad un codice, ad una legge. E per questo non ci voleva che Cristo si incarnasse, patisse, morisse e risorgesse. Per questo bastava la legge, appunto (106)
  30. Non è possibile ragionare in nessun ambito della fede, se non con una mentalità storico-salvifica, cioè graduale (109)
  31. Purtroppo, a volte siamo a un livello tale da ritenere che per essere ammessi al battesimo sia sufficiente mandare un bacio a Gesù Bambino nel presepe… (132)
  32. Il precatecumenato è il tempo dell'assimilazione e del cambiamento. Ci vuole il tempo che ci vuole (132)
  33. Noi pensiamo che la conversione sia uscire dal peccato, ma quello è solo l'inizio. La conversione è il processo di trasfigurazione in figli di Dio (135) 
  34. Misericordia e verità. Devono sempre sempre essere unite: una verità senza misericordia, uccide ed è mistificata, una misericordia senza verità, non salva e quindi non è misericordia (143)
  35. Non c'è una gradualità nella legge, ma c'è una legge della gradualità (146) 
  36. C'è un'eccellenza dei Vangeli rispetto al resto delle Scritture. Esistono dei testi di rilevanza diversa per la nostra fede. Non dobbiamo eliminare nulla, tutto aiuta, ma nella prospettiva dell'unità delle Scritture (177)
  37. “La preoccupazione più grande deve essere quella di trovare il modo di catechizzare gioiosamente: e, quanto più ci riusciremo, tanto più piacevole sarà il nostro discorso (Sant'Agostino) (183)
  38. Ogni spiegazione e ogni comunicazione, per essere incisiva, ha bisogno di un'analogia. Una storia ha una sua dinamica interna. L'analogia e la strada della comunicazione: Gesù parlava con parabole e senza parabole non parlava loro (Mc 4,10-12) (185)
  39. Se coloro che si preparano al matrimonio vengono formati solo da un corso prematrimoniale di 8/10 incontri, magari fatti in 3-4 settimane, è come se stessimo dicendo ad un principiante di scalare l'Everest con le scarpe da ginnastica (205)
  40. L'ironia deve condire il discorso e l'autoironia del narratore è uno dei luoghi di miglior comunicazione. Il segno dell'intelligenza è l'autoironia (187)
  41. Una persona che si sappia prendere in giro è una persona che manifesta intelligenza, consapevolezza, equilibrio e rapporto sano con la realtà (187)
  42. Il luogo di cura è una comunità, una fraternità (195)
  43. È il contesto quello che fa comprendere il testo. Se si prende la Biblia tirando fuori un versetto dal contesto, le si può far dire di tutto (195)
  44. Portare al bene a forza di moralismi sarà sempre un tipo di salvezza esogena e non endogena (199)
  45. Una liturgia senza vita è aberrazione, ma anche una vita senza liturgia è un'aberrazione: tutto ciò che è umano tende al liturgico, al rituale (202)

Fabio Rosini

Generati mediante il vangelo. Le Sacre Scritture e la trasmissione della fede

Lipa

Roma 2024

211 pp.

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