24 de noviembre de 2017

La disputa felice in 30 tweet (Bruno Mastroianni)


  1. Grazie al web siamo tutti diventati "vicini": non c'è scritto da nessuna parte che questo ci rende automaticamente dei "buoni vicini", è qualcosa che dobbiamo conquistare giorno per giorno.
  2. È ora di imparare a confrontare le nostre opinioni sempre, senza litigare, ma trovandovi gusto e soddisfazione.
  3. Le decisioni migliori nascono dal disaccordo e dalle idee divergenti.
  4. Senza il confronto, quando si sta sempre tra condiscendenti, si finisce per vivere di imitazione e di conformismo.
  5. Sembra banale dirlo, ma al di là di ogni differenza il sorriso attrae, la severità respinge.
  6. Sintonizzarsi con i sentimenti, e non solo con gli intelletti, è la via per farsi ascoltare.
  7. Il sorriso trapelerà tra le righe di ciò che scriviamo.
  8. I numeri e i dati, se attendibili, sono capaci di far convenire su uno stesso terreno chi sta discutendo.
  9. La disputa tra differenti visioni è sempre un momento più relazionale che intellettuale: parlare usando espressioni vive, significative, comprensibili, scaturisce dalla preoccupazione e dall'interesse sincero per le persone coinvolte.
  10. Per non litigare occorre partire da tre operazioni davvero alla portata di tutti: rifiutare il pensiero binario (favorevole o contrario), tenere a mente la maggioranza silenziosa, distaccare il proprio ego dai temi che affrontiamo.
  11. Ogni volta che il discorso tende a finire in un bivio elettorale (stai con A o con B), bisogna immediatamente rivolgere l'attenzione alla possibilità che ci siano anche le opinioni C, D, E, F.
  12. La realtà, soprattutto quando si parla di temi complessi, non si riduce mai a due nette alternative in contrapposizione.
  13. Si entra in disputa per conoscere e per capire ciò che ha da dire l'altro, per imparare qualcosa.
  14. I giudizi ad hominem sono una forma di deindividuazione dell'altro: la selezione di un tratto e l'omissione di altri impedisce di intenderlo nella sua originalità e complessità.
  15. La retorica del "gruppo a cui appartieni" non permette il vero il vero confronto.
  16. Un grande potere che abbiamo ogni volta che conversiamo: possiamo lasciar cadere.
  17. Contro il potere dell'ignoranza, che spesso spinge a provocare, va opposto il potere di ignorare le provocazioni quando si presentano.
  18. Le parolacce e gli insulti, infatti, per essere colti come ironici richiedono un alto grado di intimità e sensibilità comune tra gli interlocutori.
  19. Le piattaforme dei social network, con i loro algoritmi che offrono contenuti in base agli interessi espressi dagli utenti, tendono a favorire l'effetto delle bolle, della coesione tra omogenei e quindi delle polarizzazioni.
  20. Effetto echo chamber: gli utenti su Facebook tendono a sviluppare coesione con chi ha opinioni simili e a polarizzarsi scartando e opponendosi a chiunque porti nella discussione visioni divergenti.
  21. È giunto il momento di uscire dai bunker delle nostre "zone sicure", soprattutto da quelle che ci creiamo da soli, circondati da chi è d'accordo con noi.
  22. Disputare felicemente non è solo questione di tecniche di comunicazione più o meno efficaci, ma dipende dalla capacità di uscire dalla "zona sicura" delle nostre conoscenze assodate.
  23. Se mettiamo sempre e solo like e condividiamo solo ciò che già conferma i nostri pregiudizi, stiamo dando luce verde per farci chiudere sempre di più in una bolla compiacente.
  24. Sui social è bene avere a che fare con tutti tranne con coloro che diffondono notizie infondate, bufale, ecc.: semplicemente non servono e inquinano.
  25. Conviene escludere chi è polarizzato, aggressivo, ideologico, soprattutto se lo fa su cose sulle quali siamo d'accordo: non aggiunge niente e ci "sporca" la finestra, che deve essere invece il luogo in cui vediamo il resto del mondo.
  26. Cercare di farsi capire prima di prendere posizione fa diventare più umili, ironici, creativi e, spesso, anche più rilassati.
  27. Rielaborare: Intervenire non per esprimere consenso/dissenso ma per aggiungere o aprire nuove possibilità.
  28. Avere la mentalità di chi sa "pubblicare in bozza": parlare e proporre temi ammettendo che ci sarà sempre qualcuno che ne sa di più.
  29. L'ironia è diversa dal sarcasmo. La prima è umile, è rivolta anzitutto a se stessi, e non se la prende con nessuno.
  30. Come si fa a ironizzare? Occorre attuare un distacco da se stessi osservando la scena come dal di fuori, togliendo importanza al proprio orgoglio.
  31. Prendi sul serio che ti contraddice, guardati da chi ti compiace.
  32. Ricomincia, ripeti, ribadisci sempre; la disputa è continua.



Bruno Mastroianni
La disputa felice
(Dissentire senza litigare sui social network, sui media e in pubblico)
Franco Cesati Editore
Firenze 2017
122 pp.



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