17 de septiembre de 2015

30 tweet sulla diffamazione

Norman Rockwell: The Gossips (1948)

Selezione di tweet dopo la lettura di “Tre saggi di teologia morale” (Ángel Rodríguez Luño, Edusc, Roma 2014). 

  1. La parola diffamatoria esce dalla bocca con facilità, ma dà luogo ad incalcolabili mali (p.55)
  2. «Morte e vita sono in potere della lingua» (Proverbi). La lingua ha un potere enorme. Se usata per il male può produrre persino la morte (p.11)
  3. L’etica del linguaggio non distingue solo fra parola veritiera e menzognera, ma anche fra parola che fa del bene e parola che nuoce (p.19)
  4. Si diffama la persona assente, si disonora la persona presente (p.21)
  5. La fama è un bene di grande importanza sociale (p.29)
  6. Ricevere una normale stima da parte degli altri rimane qualcosa di quasi necessario per la serenità e l’equilibrio della propria vita (p.24)
  7. Proverbi, 22: «Un buon nome è preferibile a grandi ricchezze e la benevolenza altrui vale più dell’argento e dell’oro» (p.31)
  8. La distruzione della buona reputazione può tagliar fuori dalla cooperazione sociale la vittima, rovinandola psicologica ed economicamente (p.30)
  9. Il senso dell’onore costituisce anche un freno e una difesa nei confronti di impulsi negativi e antisociali (p.25)
  10. L’onore diventa condizione per l’acquisto e la conservazione di molti altri beni necessari per la convivenza e la cooperazione sociale (p.36)
  11. I giudizi temerari ostacolano notevolmente i normali rapporti tra parenti e la collaborazione sociale tra i cittadini (p.42)
  12. Il punto di partenza eticamente corretto è il senso del rispetto, la presunzione che gli altri sono almeno uguali a noi (p.43)
  13. Il punto di partenza eticamente corretto è la disposizione a interpretare positivamente le apparenze (p.43)
  14. San Bernardo: «Scusa l’intenzione, se non puoi scusare l’azione» (p.44)
  15. San Giacomo, 3: «La lingua nessuno la può domare: è un male ribelle, è piena di veleno mortale» (p.55)
  16. Siracide, 28: «Un colpo di frusta produce lividure, ma un colpo di lingua rompe le ossa» (p.55)
  17. La diffamazione porta a pubblica conoscenza difetti veri che erano nascosti, mentre la calunnia attribuisce colpe non vere (p.54)
  18. La necessità che giustifica la rivelazione del segreto deve essere urgente, reale e proporzionata al danno che causerà la sua pubblicazione (p.61)
  19. Il fatto che la diffamazione avvenga davanti a molte persone o in forma scritta rende più grave il danno arrecato (p.56)
  20. Coloro che inducono alla diffamazione, o l’ascoltano con approvazione, o non la impediscono potendolo fare possono peccare gravemente (p.57)
  21. Informazione e libertà si presuppongono reciprocamente (p.62)
  22. Una secolare esperienza ci insegna che il potere, in tutte le sue forme, contribuirà al bene di tutti solo se è limitato e controllato (p.62)
  23. Solo l’opinione pubblica ben informata ha forza per contrastare gli interessi di gruppi che mirano alla salvaguardia della loro impunità (p.63)
  24. Alcune complicate situazioni si sono cominciate a risolvere decisamente solo quando sono arrivate alla conoscenza della pubblica opinione (p.63)
  25. In termini giuridici, l’interesse pubblico non deve intendersi coincidere con l’interesse del pubblico (p.67)
  26. La colpevolezza dimostrata su un punto non va estesa ad altri ambiti della personalità, venendosi a creare una categoria di individui infami (p.68)
  27. Il mormoratore vuole seminare zizzania tra due amici, vuole mettere l’uno contro l’altro (p.69)
  28. Siracide, 6: “Per un amico fedele non c’è prezzo, non c’è peso per il suo valore” (p.69)
  29. La mormorazione intende colpire una persona, o anche un’istituzione, nei sui affetti più cari, voltando contro di lei gli amici (p.69)
  30. Offendere il prossimo e poi invocare il Vangelo perché l’offeso non reagisca è semplicemente abusare del Vangelo (p.53)
Originale: 
Ángel Rodríguez Luño
Diffamazione, epicheia, divorziati
Edusc
Roma 2014



En español: 
La difamación
Rialp
Madrid. 2015 (128 pp.)


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